Opening Mantra by Manju Jois

 
 

Mi inchino ai piedi di loto del Guru supremo, che insegna la conoscenza ed è capace di portarci all'autorealizzazione del Sé e alla felicità suprema, agendo come un medico della giungla capace di farci superare le delusioni create dai veleni del Samsara (esistenza condizionata).

Mi prostro a Patanjali, un’incarnazione di Adisesa (il serpente divino), bianco di colore, rappresentato sotto forma di un uomo dalla cinta in su, con mille teste raggianti (nella sua forma del divino serpente Ananta) e con, nelle mani,  una spada (discriminazione) e una ruota di fuoco (tempo infinito), e una conchiglia (suono divino primordiale); a lui io mi prostro


I pray to the lotus feet

of the supreme Guru

who teaches the good knowledge,

showing the way

to knowing the selfawakening great happiness;

who is the doctor of the jungle,

able to remove the poison

of the ignorance of conditioned existence.


To Patanjali, an incarnation of Adisesa,

white in color with 1000 radiant heads

(in his form as the divine serpent, Ananta),

human in torm below the shoulders

holding a sword

(discrimination),

a wheel of fire

(discus of light, representing infinite time),

and a conch

(divine sound)

- to him, I prostrate.

 

Opening Mantra recitato da Manju Jois

Mantra di apertura dell’Ashtanga


Om

vande gurunam caranaravinde

sandarshita svatma sukha va bodhe

nih sreyase jangalika yamane

samsara halahala mohasahantyai


abahu purushakaram

shankacakrasi dharinam

sahasra shirasam svetam

pranamami Patanjalim

Om